Generatore di domande frequenti (FAQ) per Google
Le domande che ti fanno sempre i clienti, trasformate in codice che Google capisce.
Gratis · Senza registrazione · Funziona tutto nel tuo browser
Il codice da inserire nel sito
1 domanda pronta.
<script type="application/ld+json">
{
"@context": "https://schema.org",
"@type": "FAQPage",
"mainEntity": [
{
"@type": "Question",
"name": "Fate consegne a domicilio?",
"acceptedAnswer": {
"@type": "Answer",
"text": "Sì, consegniamo in tutto il centro città dal martedì alla domenica, dalle 19 alle 22."
}
}
]
}
</script>Va incollato nella pagina dove le domande sono davvero visibili ai visitatori. Se non sai dove metterlo, copialo e mandalo a chi ti gestisce il sito.
A cosa serve una sezione domande frequenti
Ogni attività ha cinque o sei domande che si ripetono all'infinito: quanto costa, quanto ci vuole, siete aperti la domenica, venite anche in provincia, fate preventivi gratuiti. Rispondere ogni volta a voce è tempo perso; scriverle una volta sul sito è tempo guadagnato — e, per giunta, è ottimo per farsi trovare.
Il motivo è semplice: la gente su Google non cerca soltanto “idraulico Milano”, ma anche “quanto costa sostituire un miscelatore”. Se sul tuo sito c'è quella risposta, hai una possibilità di intercettare quella ricerca. E oggi conta anche di più: gli assistenti come ChatGPT e Perplexity attingono volentieri a contenuti in formato domanda e risposta, e possono citarti.
Come scrivere buone domande e risposte
- Scrivi la domanda come la farebbe un cliente, non in “aziendalese”: “Quanto costa?”, non “Politica di pricing”.
- Rispondi davvero: se la risposta è “dipende”, dai almeno una forbice di prezzo o un esempio concreto.
- Due o tre frasi bastano. Le risposte lunghissime non le legge nessuno e non aiutano nemmeno Google.
- Usa le stesse parole dei tuoi clienti, comprese quelle imprecise: sono quelle che digitano.
- Aggiorna le risposte quando cambiano prezzi o orari: una FAQ vecchia fa più danni che altro.
Cosa fare con il codice che ottieni
Il risultato di questo strumento è un blocco di codice. Non spaventarti: non devi capirlo. Va incollato nella pagina in cui le domande sono già scritte e visibili — di solito la pagina “Domande frequenti” o quella dei contatti. Se hai WordPress puoi usare un blocco “HTML personalizzato”; altrimenti copia tutto e mandalo a chi ti gestisce il sito, che ci mette due minuti.
Regola d'oro da non dimenticare: prima scrivi le domande nella pagina, poi aggiungi il codice. Il contrario è considerato scorretto da Google.
Un passo più in là
Le FAQ sono uno dei tanti segnali che rendono un sito comprensibile. Se hai un'attività con una sede fisica, il compagno naturale di questo strumento è la scheda attività per Google. E per sapere come sta messo il resto del tuo sito, fai il roast gratuito.
Domande frequenti
Cosa sono i dati strutturati FAQ?
Sono un pezzo di codice invisibile ai visitatori che dice a Google: "in questa pagina ci sono domande e risposte, ecco quali". Serve a far capire il contenuto in modo esatto, senza che Google debba indovinarlo leggendo la pagina.
Le domande compariranno di sicuro su Google?
No, e diffida di chi te lo promette. Google mostra le FAQ nei risultati solo quando lo ritiene utile, e negli ultimi anni le mostra molto meno di prima. Il codice resta comunque utile: aiuta a farsi capire dai motori di ricerca e dalle AI come ChatGPT o Perplexity, che pescano volentieri contenuti in formato domanda e risposta.
Le domande devono essere visibili anche nella pagina?
Sì, ed è una regola importante di Google: il codice deve descrivere contenuti realmente presenti e visibili ai visitatori. Mettere il codice senza le domande in pagina è considerato scorretto e può portare a una penalizzazione.
Quante domande conviene mettere?
Da quattro a otto sono più che sufficienti per una pagina. Meglio poche domande vere — quelle che ti fanno davvero i clienti al telefono — che venti inventate a tavolino per riempire.
Dove trovo le domande giuste da usare?
Nella tua casella email e nelle chat WhatsApp: le domande che ti ripetono da anni sono esattamente quelle che la gente digita su Google. Costi, tempi, orari, zone servite, garanzie, cosa portare, come prenotare.
Questo è solo un pezzo.
E il resto del tuo sito?
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